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Decreto flussi 2026 per colf e badanti: come funziona e come fare domanda

Febbraio 17, 2026

Nel 2026 tornano le quote per l’ingresso di lavoratori extracomunitari destinati all’assistenza familiare.

Il nuovo Decreto Flussi conferma l’impegno dello Stato nel regolamentare l’assunzione di colf, badanti e baby sitter, rispondendo al bisogno crescente di figure qualificate nel lavoro domestico.

Ma come funziona davvero questo meccanismo? E cosa deve fare una famiglia o un datore privato per assumere regolarmente?

In questo articolo trovi tutte le risposte utili: dalle quote disponibili alle modalità di domanda, fino alle agevolazioni previste per il 2026.

Cos’è il Decreto Flussi per il lavoro domestico

Il Decreto Flussi è un provvedimento annuale del Governo italiano che stabilisce quante persone extracomunitarie possono entrare legalmente in Italia per motivi di lavoro. All’interno di questo decreto sono previste delle quote specifiche dedicate al settore domestico, quindi colf, badanti e baby sitter.

In particolare, il decreto distingue due canali di accesso:

  • Flussi ordinari: riservati ai lavoratori extracomunitari che possono essere assunti solo partecipando al cosiddetto click day.
  • Flussi fuori quota: un canale speciale, dedicato a casi fragili (over 80, disabili, bambini sotto i 6 anni), con una procedura diversa, che approfondiremo più giù in questo stesso articolo.

Quante quote sono disponibili nel 2026 per colf e badanti

Per il 2026, il Decreto Flussi ha stanziato 13.600 quote ordinarie destinate esclusivamente all’assunzione di lavoratori domestici non comunitari.

Si tratta di un dato in leggero aumento rispetto all’anno precedente e che conferma un trend di crescita costante nel triennio:

  • 14.000 quote previste per il 2027
  • 14.200 quote per il 2028

Questo aumento progressivo riflette la domanda crescente di assistenza familiare e il ruolo centrale che colf e badanti svolgono nel welfare privato italiano.

Chi può fare domanda per assumere una colf o una badante con il decreto flussi

Possono presentare domanda per assumere una colf o una badante tramite il Decreto Flussi i datori di lavoro privati residenti in Italia.

Si tratta quindi, nella maggior parte dei casi, di famiglie che hanno bisogno di personale domestico per l’assistenza a domicilio.

Tuttavia, non basta avere questa necessità: il datore di lavoro deve anche dimostrare di possedere una capacità economica adeguata. In particolare, è richiesto un reddito imponibile minimo pari a 20.000 euro annui nel caso in cui il datore sia una persona sola, e almeno 27.000 euro se il nucleo familiare è composto da più persone conviventi.

Un’eccezione importante riguarda i datori non autosufficienti, ovvero coloro che presentano disabilità o gravi patologie certificate. In questi casi, il requisito reddituale non è richiesto, proprio per favorire l’accesso all’assistenza anche in contesti più fragili. Questa possibilità è valida sia per il canale ordinario che per quello fuori quota.

Quando apre il Decreto Flussi 2026 e come partecipare al click day

Per chi vuole assumere regolarmente una colf, una badante o una baby sitter extracomunitaria, il click day è l’appuntamento da non perdere.

La data ufficiale per il 2026 è fissata al 18 febbraio alle ore 9:00. In quel momento si apre la possibilità di inviare online le domande di nulla osta all’assunzione, attraverso il portale dedicato del Ministero dell’Interno.

Va precisato che la procedura è molto veloce e competitiva: le quote disponibili si esauriscono in tempi rapidi, spesso in pochi minuti

Proprio per questo è fondamentale aver già precompilato la domanda nei mesi precedenti, tra il 23 ottobre e il 7 dicembre 2025, periodo durante il quale era possibile caricare anticipatamente tutti i dati richiesti.

Come funziona il canale “fuori quota” per casi fragili

Accanto al canale ordinario del click day, esiste una procedura alternativa riservata a situazioni di maggiore fragilità. È il cosiddetto canale “fuori quota”, pensato per le famiglie che devono assumere personale per assistere soggetti particolarmente vulnerabili.

Nel dettaglio, possono accedere a questa modalità semplificata i datori di lavoro che assumono per:

  • Persone over 80
  • Persone con disabilità certificata ai sensi della Legge 104
  • Bambini sotto i 6 anni (novità introdotta dal 2026)

In questi casi, non è necessario partecipare al click day, né attendere una finestra specifica: le domande possono essere presentate in qualsiasi momento dell’anno, fino all’esaurimento del contingente annuale (10.000 unità previste per ogni anno fino al 2028).

Differenze con il canale ordinario

La principale differenza sta nella tempistica e nella modalità di invio:

  • Nessun click day: la domanda può essere inviata in ogni momento;
  • Procedura semplificata, ma solo attraverso soggetti abilitati (come Assindatcolf o altre associazioni datoriali firmatarie del CCNL);
  • Contingente separato: le unità disponibili non rientrano nelle quote ordinarie e sono riservate esclusivamente a queste categorie fragili.

Questa opzione rappresenta una risorsa preziosa per molte famiglie, ma richiede comunque il supporto di professionisti esperti per essere gestita correttamente.

Come fare domanda per il decreto flussi 2026

La domanda per assumere una colf o una badante attraverso il Decreto Flussi 2026 si presenta online, accedendo al portale del Ministero dell’Interno.

La procedura è interamente digitale e prevede diverse fasi: registrazione al portale, compilazione dei moduli, caricamento dei documenti richiesti e invio definitivo nel giorno del click day (per il canale ordinario).

I documenti necessari sono:

  • Dati anagrafici del lavoratore extracomunitario
  • Copia del passaporto
  • Proposta di contratto di soggiorno per lavoro subordinato
  • Documentazione fiscale del datore di lavoro (es. CU, dichiarazione dei redditi)
  • Prova della disponibilità di un alloggio idoneo

È fondamentale precaricare correttamente tutto entro i tempi previsti, per essere pronti a inviare la domanda il giorno del click day.

Affidarsi a un soggetto abilitato può fare la differenza. Agenzie specializzate come Agenzia Sphera supportano i datori di lavoro in tutte le fasi: dalla raccolta dei documenti alla trasmissione della domanda, riducendo il rischio di errori che potrebbero compromettere l’accoglimento della richiesta.

Cosa succede dopo l’invio della domanda

Una volta inviata la domanda, il Ministero dell’Interno avvia le verifiche. Se tutto è in regola, viene rilasciato il nulla osta al lavoro entro 60 giorni (per le domande ordinarie). Questo documento è essenziale per permettere al lavoratore di entrare legalmente in Italia.

I passaggi successivi sono:

  • Il nulla osta viene trasmesso al consolato del Paese di origine del lavoratore;
  • Il lavoratore può richiedere il visto di ingresso;
  • Una volta in Italia, si firma il contratto di soggiorno e si registra la posizione presso lo Sportello Unico.

Per contrastare l’abuso del decreto (es. assunzioni fittizie), è previsto un obbligo minimo di permanenza di almeno un anno nel settore dell’assistenza familiare. Questo vincolo è particolarmente rigido per chi rientra nel contingente straordinario da 10.000 posti previsto nel 2025 (e che resta riferimento per il canale fuori quota anche nel 2026).

Incentivi e agevolazioni per chi assume badanti nel 2026

Nel 2026 sono previste alcune agevolazioni economiche pensate per sostenere le famiglie che assumono personale domestico, in particolare per l’assistenza di soggetti fragili.

La prima misura di rilievo è la cosiddetta prestazione universale, introdotta dalla riforma dell’assistenza agli anziani. Questa prevede un assegno mensile fino a 850 euro, che integra l’indennità di accompagnamento già esistente. Possono beneficiarne le famiglie che assistono persone con più di 80 anni, con un elevato bisogno assistenziale e un ISEE sociosanitario inferiore ai 6.000 euro. L’erogazione è prevista fino al 31 dicembre 2026.

Un ulteriore incentivo molto concreto è lo sgravio contributivo totale, previsto dal Decreto Legge 19/2024. Le famiglie che assumono badanti per persone over 80 già in possesso dell’indennità di accompagnamento, possono ottenere un’esenzione completa dal versamento dei contributi previdenziali, fino a un massimo di 3.000 euro nell’arco di due anni. Questa misura era valida fino alla fine del 2025, ma non si esclude un’eventuale proroga, vista l’importanza che ricopre nel rendere sostenibile l’assistenza a lungo termine.

Consigli pratici per non sbagliare domanda

Partecipare al Decreto Flussi può sembrare semplice, ma nella pratica ogni anno migliaia di domande vengono respinte per errori formali o per il mancato rispetto delle tempistiche.

Ricorda inoltre che il sistema è a sportello: le domande vengono valutate nell’ordine di arrivo, quindi anche un piccolo ritardo può fare la differenza tra ottenere il nulla osta o restare fuori dalle quote disponibili.

Anche nel caso del canale fuori quota, spesso percepito come più accessibile, serve attenzione. La procedura è più flessibile sul piano temporale, ma deve comunque essere gestita da un soggetto abilitato, con una raccolta documentale altrettanto precisa. In entrambi i casi, affidarsi a un’agenzia autorizzata come Agenzia Sphera consente di evitare errori, perdere tempo e – soprattutto – di massimizzare le possibilità di successo della domanda.

In sintesi, il Decreto Flussi 2026 rappresenta un’occasione concreta per regolarizzare l’assistenza familiare, ma servono preparazione, attenzione ai dettagli e conoscenza delle procedure. Le quote sono limitate, i tempi sono stretti e gli errori non sono ammessi.

Agenzia Sphera è al tuo fianco per seguirti passo dopo passo, dalla valutazione della situazione familiare fino all’invio corretto della domanda, sia per il click day che per il canale fuori quota.

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