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Contributi INPS per badanti e colf 2025

Agosto 8, 2025

Assumere una colf o una badante significa anche occuparsi degli obblighi contributivi previsti dalla legge. Ogni anno l’INPS ricalcola gli importi da versare, adeguandoli all’andamento del costo della vita e aggiornando tabelle, fasce retributive e scadenze.

Il 2025 porta alcune novità che influenzano sia i costi per le famiglie sia la gestione amministrativa del rapporto di lavoro domestico. In questa guida troverai spiegate in modo chiaro le variazioni normative, le nuove aliquote, le modalità di pagamento e le possibilità di deduzione fiscale.

Novità 2025 sui contributi INPS per badanti e colf

L’aggiornamento 2025 si basa sulla variazione ISTAT del costo della vita, che ha portato a una rivalutazione delle fasce retributive orarie. Questo significa che, anche mantenendo la stessa paga concordata con il lavoratore, l’importo da versare all’INPS può aumentare leggermente per effetto dell’adeguamento automatico.

Un’altra novità importante riguarda l’incentivo al posticipo della pensione: i lavoratori domestici che hanno già maturato i requisiti pensionistici possono rinunciare alla quota di contributo a proprio carico, ottenendo un aumento netto in busta paga. Questa scelta, però, deve essere comunicata formalmente e comporta modifiche nella gestione del cedolino.

La Circolare INPS n. 29 del 30 gennaio 2025 ha inoltre chiarito come applicare le regole ai rapporti di lavoro tra parenti conviventi. In questi casi, per poter dedurre i contributi e accedere alle agevolazioni, è necessario dimostrare che l’assistenza prestata ha carattere professionale e non è semplicemente di aiuto familiare. Ciò serve a evitare abusi e garantire la correttezza dei versamenti.

Aliquote INPS 2025 e tabelle contributive colf e badanti

I contributi si calcolano su base oraria e variano in base al tipo di contratto

Per i rapporti a tempo indeterminato, le aliquote sono più basse rispetto a quelli a termine. 

Nei contratti a tempo determinato si applica un’addizionale dell’1,4% per finanziare l’indennità di disoccupazione (ASpI).

Oltre alla quota previdenziale, tutti i rapporti di lavoro domestico prevedono un contributo fisso di 0,06 €/ora alla Cassa Colf, destinato a coprire spese sanitarie e assicurative minime. Questo importo è obbligatorio anche in caso di assenza retribuita o ferie.

Per il 2025, a titolo esemplificativo:

  • Tempo indeterminato con CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari): circa 1,57 € – 2,21 € l’ora a seconda della fascia.
  • Tempo determinato con CUAF: importo più alto per effetto dell’addizionale 1,4%.
  • Rapporti senza CUAF: aliquote leggermente ridotte.

Il valore convenzionale di vitto e alloggio (per i conviventi) è fissato in 2,17 €/giorno per il vitto e 1,70 €/giorno per l’alloggio, e va sommato alla retribuzione ai fini del calcolo contributivo.

Scadenze e modalità di pagamento INPS per badanti e colf nel 2025

I contributi INPS per colf e badanti vanno versati ogni trimestre entro scadenze precise stabilite dall’Istituto

Per l’anno 2025, le date da segnare in calendario sono:

  • 10 aprile (per gennaio-marzo)
  • 10 luglio (per aprile-giugno)
  • 10 ottobre (per luglio-settembre)
  • 10 gennaio 2026 (per ottobre-dicembre)

Ogni scadenza è riferita al trimestre precedente. Ad esempio, il termine del 10 ottobre riguarda i contributi relativi ai mesi di luglio, agosto e settembre.

Il pagamento può essere effettuato esclusivamente attraverso il servizio PagoPA, accessibile online sul sito dell’INPS o presso gli sportelli autorizzati. Per generare il bollettino, il datore di lavoro deve accedere all’area riservata MyINPS, utilizzare il proprio codice fiscale e quello del lavoratore, selezionare il trimestre di riferimento e inserire correttamente le ore lavorate, la retribuzione pattuita e l’eventuale quota di vitto e alloggio se la badante è convivente. Il sistema calcola automaticamente l’importo da versare, compresa la quota per la Cassa Colf.

È importante sapere che in caso di cessazione del rapporto di lavoro, i contributi devono essere versati entro 10 giorni dalla fine del contratto, senza attendere la scadenza trimestrale ordinaria. Ritardare il versamento può comportare sanzioni e interessi, anche nel caso di piccoli importi non regolarizzati. Inoltre, nei rapporti part-time con più famiglie, ognuna è responsabile del pagamento della propria quota, con obbligo individuale di dichiarazione e versamento.

Come calcolare i contributi INPS: il simulatore online

L’INPS mette a disposizione un simulatore per il calcolo dei contributi lavoro domestico. Inserendo ore settimanali, paga concordata e tipologia di contratto, il sistema restituisce il dettaglio di:

  • quota a carico del datore
  • quota a carico del lavoratore
  • importo per Cassa Colf
  • totale da versare

Una volta inseriti i dati, il sistema restituisce il totale dei contributi a carico del datore e del lavoratore, il dettaglio delle singole voci (contributo previdenziale, Cassa Colf, eventuale quota CUAF, addizionale per contratti a termine), e il riepilogo mensile e trimestrale. Questo è particolarmente utile per le famiglie che vogliono programmare il budget mensile e per chi desidera confrontare soluzioni diverse, come contratto a tempo pieno, part-time o convivente.

simulatore inps
Simulatore calcolo contributi dell’Inps

Un aspetto spesso sottovalutato è il valore convenzionale del vitto e alloggio, che incide sul contributo orario nel caso di badante convivente. L’INPS aggiorna ogni anno queste voci, e per il 2025 valgono rispettivamente 2,17 €/giorno per il vitto e 1,70 €/giorno per l’alloggio. Se inclusi nel contratto, vanno sempre sommati alla retribuzione oraria per un calcolo corretto.

Attenzione anche alla tredicesima mensilità: se viene spalmata su base mensile (anziché pagata a dicembre), deve essere inclusa nella retribuzione imponibile. Questo dettaglio cambia l’importo del contributo orario e può generare errori se non considerato nel calcolo.

Deduzioni fiscali 2025 per i contributi INPS di colf e badanti

Le famiglie che assumono regolarmente una colf o una badante possono beneficiare di specifiche agevolazioni fiscali sui contributi INPS versati, a condizione che il rapporto di lavoro sia correttamente registrato e i pagamenti tracciabili. La normativa attualmente in vigore consente la deduzione dal reddito complessivo di una parte dei contributi previdenziali, anche se non si possiede un reddito elevato.

Nel dettaglio, è possibile dedurre fino a 1.549,37 euro l’anno dei contributi versati per colf, badanti e baby sitter. Questo tetto massimo vale per ciascun datore di lavoro e non dipende dal numero di collaboratori domestici assunti, ma solo dall’ammontare effettivamente pagato a titolo di contributo previdenziale. L’agevolazione si applica anche se il lavoratore domestico è assunto con contratto a ore o per brevi periodi, purché il rapporto sia regolare e i versamenti risultino tracciabili.

Per usufruire della deduzione è fondamentale conservare le ricevute di pagamento rilasciate tramite il sistema PagoPA o tramite bollettino postale, in cui siano indicati i dati del datore di lavoro, quelli del collaboratore e il periodo di riferimento. Questi documenti andranno poi riportati nella dichiarazione dei redditi, tipicamente nel modello 730 o Redditi PF, con l’indicazione degli importi deducibili. È sempre consigliabile verificare i limiti e le modalità con un CAF o un commercialista.

Inoltre, alcune regioni italiane offrono ulteriori contributi o agevolazioni locali per l’assunzione di badanti, soprattutto nel caso di persone non autosufficienti. Anche in questo caso, il rispetto della normativa INPS è un requisito imprescindibile. Affidarsi a un’agenzia come Agenzia Sphera aiuta a mantenere tutta la documentazione in ordine, facilitando l’accesso a queste opportunità fiscali.

FAQ sui contributi INPS per colf e badanti

Chi versa i contributi?

Il datore di lavoro effettua il pagamento all’INPS, trattenendo dalla busta paga del lavoratore la quota a suo carico.

Cosa succede se non pago entro la scadenza?

Si applicano sanzioni e interessi. È possibile sanare la posizione con pagamento tardivo, ma gli importi aumentano.

Posso fare un versamento unico per più lavoratori?

No, ogni rapporto ha la propria posizione INPS e va gestito separatamente.

Come funziona se la badante lavora per più famiglie?

Ogni datore versa la propria quota, con contratti separati e pagamenti distinti.

La tredicesima incide sui contributi?

Sì, se rateizzata mensilmente aumenta l’imponibile contributivo.

Come evitare errori di calcolo?

Utilizzando il simulatore INPS o affidandosi a un’agenzia specializzata come Sphera, che gestisce calcoli, scadenze e pratiche in modo completo.

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