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Assegni di cura e altri contributi per anziani

Marzo 19, 2023

Le persone non autosufficienti richiedono tempo, cure ed attenzioni continuative, necessarie per assicurare loro uno stile di vita sicuro e soddisfacente.

Per riuscire a prendersi cura dei propri parenti, quindi, capita di dover riorganizzare la propria quotidianità, anche lavorativa. Spesso, infatti, l’obiettivo è quello di permettere al malato di non dover essere trasferito in strutture specifiche ma, anzi, di poter continuare a vivere presso l’abitazione abituale. 

Di fronte a tale realtà, difficile da sostenere soprattutto dal punto di vista economico, alcune regioni italiane si sono impegnate nella consegna di un sussidio monetario alle famiglie che più ne hanno bisogno. 

Nel corso di questo articolo vi spiegheremo come richiedere gli assegni di cura, il contributo FAP, altri sussidi e quelli che sono i requisiti necessari per fare domanda.

Cosa sono gli assegni di cura e a chi sono destinati?

L’assegno di cura è un sussidio economico che, a differenza di quello di accompagnamento, viene disposto dal proprio Comune di residenza – e non dall’INPS – con l’obiettivo di sostenere le famiglie in quella che è la cura di un parente non autosufficiente

Se l’assegno di accompagnamento si basa su leggi nazionali, quello di cura – come anticipato – viene gestito autonomamente da ogni Regione. I due sussidi, seppur differenti, sono complementari tra loro. 

L’ammontare dell’assegno di cura, la cui somma minima si aggira intorno ai 50 euro, può raggiungere una cifra massima diversa per ogni Regione, sulla base dei seguenti fattori: 

  1. ISEE del familiare, anziano o disabile;
  2. patologia;
  3. presenza di immobili in possesso;
  4. eventuale presenza di una badante.

Ciascun nucleo familiare, di conseguenza, dovrà recarsi presso il Patronato o Ufficio URP di riferimento per richiedere maggiori informazioni inerenti l’ammontare dell’assegno di cura. 

Quest’ultimo, destinato ai famigliari o anziani non autosufficienti, presenta requisiti di accesso che variano da Regione a Regione. In generale, comunque, l’assegno di cura regionale richiede: 

  • ISEE familiare inferiore ad un importo prestabilito;
  • non autosufficienza verificata da un certificato medico;
  • eventuale demenza o disabilità fisica;
  • condizione grave in riferimento all’art.3 comma 3 legge 104/92;
  • eventuale assunzione di badanti. 

Come si richiede l’assegno di cura?

L’assegno di cura può essere richiesto tramite bando regionale, presentando i documenti necessari entro la data di scadenza: documento d’identità, certificati medici, ISEE, IBAN, domanda, ecc. 

Verrà successivamente stilata una graduatoria, che consentirà al Comune stesso di poter inviare gli assegni di cura ai nominativi presenti nella lista, fino ad esaurimento fondi

Va infatti sottolineato e specificato che, seppur in graduatoria, non è certo che un anziano riceva l’assegno di cura. Infatti, nel momento esatto in cui vanno a mancare i fondi disponibili, gli assegni cessano di essere inviati. 

Il contributo FAP

Il Fondo per l’Autonomia Possibile – o FAP – rappresenta l’intervento, disposto dalla regione Friuli Venezia Giulia, che ha l’obiettivo di rivolgersi ed aiutare i cittadini non autosufficienti trattati a domicilio che, per garantirsi una quotidianità sicura e soddisfacente, richiedono cure ed assistenza continuative. 

Il Fondo per l’Autonomia Possibile presenta tre diverse tipologie di intervento: 

  1. APA – o Assegno per l’Autonomia: è rivolto a cittadini che presentano una grave non autosufficienza. Nello specifico, familiari con disabilità grave – secondo l’art. 3 comma 3 legge 104/92 – , con età pari o superiore a 65 anni e affetti da forme gravi di demenza. ISEE richiesto inferiore ai 30.0000 euro annuali;
  2. CAF – o Contributo per l’Aiuto Familiare: è rivolto ai cittadini non autosufficienti che richiedo l’assistenza di collaboratori familiari e badanti, assunti tramite regolare contratto di lavoro, e per non meno di 20 ore settimanali. ISEE richiesto inferiore ai 30.000 euro annuali;
  3. Altri contributi, quali SVI, SAF e Sostegno a profetti sperimentali in favore di persone con problemi di salute mentale. Nel primo caso si fa riferimento ad un sostegno economico che la Regione rivolge a persone autonome tra i 18 e i 64 anni affette da gravi condizioni di disabilità, per facilitare il loro inserimento sociale e lavorativo. Nel secondo caso, invece, il sussidio – che presenta il medesimo obiettivo – è rivolto a cittadini non capaci di autodeterminarsi. Infine, la regione FVG si impegna ad offrire forme di sostegno a progetti sperimentali per persone affette da problemi di natura mentale, con l’obiettivo di riabilitarle ed includerle maggiormente a livello sociale, lavorativo ed affettivo.
anziana non autosufficiente
Anziana non autosufficiente

Come si richiede il contributo FAP?

Il contributo FAP può essere richiesto direttamente dal cittadino o, in alternativa, dai familiari. Per fare domanda, è necessario rivolgersi al Servizio Sociale del Comune di riferimento, al punto unico d’accesso – se esistente – o al distretto sanitario

Nel momento in cui la necessità di tale contributo viene confermata, i Servizi territoriali si dedicano alla preparazione di un progetto personalizzato, differente per ogni cittadino richiedente. 

Il progetto, successivamente, viene condiviso con l’assistito, i suoi familiari e il medico curante. È in tale progetto, quindi, che potrà essere il contributo FAP, rientrando in quelli che sono i limiti del budget disponibile. 

Altri contributi per anziani e persone non autosufficienti 

L’assistenza di un anziano o persona non autosufficiente è tutelata sul territorio italiano anche attraverso altri contributi e bonus fiscali. Tra i principali vi ricordiamo: 

  • detrazione fiscale al 19% per le spese di assistenza: può raggiungere una somma massima di 2.100 euro ed è rivolta a coloro che presentano un reddito inferiore ai 40.000 euro annuali;
  • detrazione fiscale, sempre al 19%, che può essere richiesta per sostenere l’assunzione – e quindi il pagamento mensile – di colf e badanti, necessarie all’assistenza della persona non autosufficiente;
  • detrazione fiscale al 19% per l’acquisto dei farmaci necessari alla cura medica della persona disabile, per una spesa compresa entro 129,11 euro; 
  • detrazioni inerenti altre spese necessarie, quali busti, poltrone o letti specifici per persone disabili, costruzione di eventuali rampe necessarie per lo spostamento casalingo, ecc. 

Un ulteriore contributo è rappresentato dall’Indennità di accompagnamento. Si tratta di una delle prestazioni assistenziali, fornita dall’INPS, rivolte ai soggetti disabili che vedono compromessa totalmente la loro quotidianità e attività lavorativa. 

In questo caso, le persone considerate completamente invalide, possono ricevere un importo netto di 522,03 euro mensili. 

Come si richiedono gli altri contributi per anziani e persone non autosufficienti 

I molteplici contributi per anziani e persone non autosufficienti possono essere richiesti tramite diverse modalità che, nella maggior parte dei casi, variano da regione a regione. Vi consigliamo quindi di informarvi presso il vostro comune o il sito Internet della vostra Regione di appartenenza. 

Nel caso in cui, invece, il contributo sia gestito e inviato dall’INPS, sarà sufficiente presentarsi presso una sede per richiedere tutte le informazioni e i requisiti riguardanti la specifica domanda. In alternativa, se possibile, vi consigliamo di consultare il sito web e di accedere alla vostra area personale tramite Spid o Carta d’identità elettronica. 

Conclusione 

Nel corso dell’articolo abbiamo esplorato le diverse tipologie di sussidi economici disponibili per i cittadini italiani e i diversi requisiti necessari alla formulazione della domanda. 

Come già chiarito, ricordiamo ancora una volta che non tutte le Regioni dispongono di tali contributi, ed è quindi compito del cittadino verificare la disponibilità di eventuali sussidi presso il proprio Comune.