Skip to main content

Lettera di referenze per badante e colf: linee guida

Maggio 19, 2023

Come più volte sottolineato negli articoli pubblicati, il lavoro domestico appartiene ad un settore
caratterizzato da una forte irregolarità e, soprattutto, da una notevole concorrenza. Sono infatti moltissime le figure che oggi ricoprono il ruolo di colf, badanti e babysitter.

Trovare quindi il collaboratore domestico adatto alle proprie necessità richiede pazienza e, in molti casi, è opportuno affiancarsi ad un’Agenzia specializzata che possa accompagnarvi nel processo di selezione.

Durante le diverse fasi che dovranno essere affrontate da una famiglia vi è indubbiamente la lettera di referenza. Si tratta, ormai, di un elemento fondamentale sia per il datore di lavoro che
per il lavoratore stesso, in quanto garantisce competenze e qualità riscontrate e confermate dalle
esperienze lavorative precedenti.

La lettera di referenza, in effetti, potrebbe essere considerata come una vera e propria aggiunta, che va ad integrare il CV sottolineando quelle che sono non tanto le competenze, quanto più le predisposizioni umane, fondamentali per ricoprire un ruolo a stretto contatto con un assistito anziano o malato.

Nel corso di questo articolo visioneremo le caratteristiche principali che deve presentare una buona lettera di referenza, come verificare le informazioni contenute e come strutturarla per renderla il più efficace possibile.

Che cos’è la lettera di referenza e da chi viene scritta

Ma cos’è, quindi, la lettera di referenze?

Si tratta, molto semplicemente, di una vera e propria lettera che, se aggiunta al CV, completa e integra la presentazione professionale ed umana del collaboratore domestico.


L’obiettivo è di conseguenza quello di informare la famiglia circa le esperienze lavorative precedenti, le competenze possedute ed acquisite nel corso degli anni e, soprattutto, tutte quelle piccole doti umane che possono rendere la badante/colf la giusta figura per l’assistito in questione.


La peculiarità della lettera di referenza, seppur non obbligatoria, risiede nella firma che il datore di
lavoro
va ad apportarvi, confermando e garantendo quanto scritto nel documento. Si tratta di un grande aiuto nel caso in cui si stia cercando un impiego presso un nuovo nucleo famigliare e, allo stesso tempo, di una garanzia utile durante la selezione della nuova collaboratrice domestica.


Nella maggior parte dei casi è il datore di lavoro a redigere la lettera di referenza. Raramente, invece, è la stessa colf o badante ad impostare il documento, lasciando poi al datore di lavoro il solo compito di validarne il contenuto e firmarlo.

Come si scrive una lettera di referenza? Contenuto e struttura

La struttura tipica di una lettera di referenza prevede la suddivisione del documento in tre blocchi,
ciascuno dei quali focalizzato su specifici contenuti. Vediamo quali.

Il primo blocco di una lettera di referenza riguarda l’ex datore di lavoro e include tutte le informazioni inerenti il rapporto lavorativo tenuto con quest’ultimo. Vale a dire, ad esempio, data di inizio e di fine del contratto, tipologia di contratto e ruolo ricoperto. La posizione occupata precedentemente è strettamente necessaria, per una famiglia, al fine di comprendere ed inquadrare maggiormente la figura professionale. Ricordiamo, difatti, che una badante può essere ad ore, convivente o notturna.


La seconda sezione della lettera di referenza riguarda, invece, tutte le competenze e qualità della
lavoratrice
, sia professionali che umane. L’obiettivo, in questo caso, è far comprendere il più
possibile chi si è, quali sono i propri punti di forza e le capacità raggiunte attraverso l’esperienza
lavorativa; cercare, insomma, di distinguersi ed avere la meglio sulla concorrenza, mantenendosi
comunque onesti.


Ugualmente importante, infine, il terzo blocco. È qui, infatti, che la collaboratrice domestica dovrà
illustrare al nuovo datore di lavoro i motivi che hanno comportato l’interruzione del rapporto
lavorativo precedente
, spiegando perché si sta cercando un nuovo impiego. Le motivazioni, difatti,
possono essere molteplici e spaziano dal decesso dell’assistito ad un semplice cambio di residenza.
L’obiettivo, in questo caso, è quello di rassicurare il nuovo datore di lavoro, chiarendo come l’esperienza lavorativa precedente non sia terminata per attriti o rendimento negativo.


Al termine delle tre sezioni indicate consigliamo di inserire un ultimo paragrafo, dove il datore di
lavoro potrà inserire i propri riferimenti personali
, indicando l’eventuale sua disponibilità per
fornire maggiori informazioni, se richiesto e se necessario.

Esempi e consigli per la stesura della lettera di referenze

Per aiutarvi nella stesura e strutturazione della vostra lettera di referenza, vi proponiamo un Fac
Simile da utilizzare, anche come semplice spunto.

[Il tuo nome]
[Il tuo indirizzo]
[La tua città, CAP]
[La tua e-mail]
[Il tuo numero di telefono]
[La data]

[Nome dell’agenzia o del datore di lavoro]
[Indirizzo dell’agenzia o del datore di lavoro]
[Città dell’agenzia o del datore di lavoro, CAP]

Oggetto: Lettera di referenze per [Nome del/dei badante/i]


Gentili [Nome dell’agenzia o del datore di lavoro],
con la presente, desidero fornire una lettera di referenze per [Nome del/dei badante/i] in relazione alla sua/e prestazione/i nel ruolo di badante/colf per [periodo di impiego].
Durante il suo/suoi incarico/i, [Nome del/dei badante/i] ha dimostrato grande professionalità e dedizione nei confronti del/della mio/mia [parente o assistito/a], svolgendo un ruolo essenziale nella cura quotidiana.

Ha dimostrato una grande capacità di adattamento e flessibilità, garantendo che tutte le necessità del/dei mio/mia [parente o assistito/a] fossero soddisfatte in modo tempestivo ed efficiente.


Durante il periodo di impiego, [Nome del/dei badante/i] si è rivelato estremamente affidabile e puntuale. Ha gestito il suo lavoro con grande responsabilità e diligenza, dimostrando un’organizzazione notevole e una capacità di risolvere eventuali problemi. Inoltre, ha mantenuto un ambiente pulito e ordinato, prestando attenzione ai dettagli e alle esigenze specifiche del mio mio/mia [parente o assistito/a]. Ha inoltre fornito un’assistenza adeguata in attività quotidiane come l’igiene personale, l’alimentazione, l’assunzione di farmaci e l’accompagnamento alle visite mediche.


Dal punto di vista umano [Nome del/dei badante/i] ha dimostrato una particolare sensibilità nel comprendere e rispettare le esigenze emotive del mio/mia [parente o assistito/a], offrendo sostegno e conforto durante momenti difficili.


In conclusione, [Nome del/dei badante/i] è stato un/a ottima badante che ha svolto le sue
mansioni con dedizione, professionalità e amore verso il mio/mia [parente o assistito/a]. Si
specifica che il rapporto lavorativo è terminato per [indicare la motivazione].

Raccomandazioni per la verifica delle informazioni

Quando si è alla ricerca di un collaboratore domestico che si prenda cura di un nostro famigliare, sia esso anziano o malato, l’obiettivo principale è quello di riuscire ad individuare e selezionare una figura professionale ed empatica, capace di assicurare all’assistito una quotidianità sicura e piacevole.


È quindi essenziale verificare che ciascuna informazione fornita dall’eventuale badante sia veritiera. Esperienza, competenze e doti umane sono punti centrali nella selezione di un collaboratore domestico, non fatevi ingannare!
Se vi state chiedendo come effettuare tale verifica, non preoccupatevi. La via più semplice è indubbiamente quella di affidarsi ad un’Agenzia specializzata, come l’Agenzia Sphera. Sarà infatti
proprio quest’ultima a proporre figure certificate e competenti, preoccupandosi di verificare la
validità delle documentazioni stesse.


Nel caso in cui, invece, stiate ricercando autonomamente una nuova collaboratrice domestica e
abbiate bisogno di verificare che le informazioni inserite nella lettera di referenza siano veritiere,
dovrete semplicemente contattare l’ex datore di lavoro precedente. In questo modo, infatti,
potrete verificare se durante il periodo indicato la badante abbia effettivamente prestato
assistenza.

Conclusioni

Nel corso di questo articolo abbiamo visto che cosa si intende quando si parla di lettera di referenza, come scriverla e come verificarne la veridicità.
Trattandosi di una documentazione conveniente per ambo le parti, lavoratore e datore di lavoro, è estremamente importante assicurarsi che le informazioni date corrispondano alla realtà, evitando quindi di selezionare ed assumere una figura lavorativa che non combacia con ciò che si sta cercando.
Ricordiamo, infatti, che assumere una badante significa scegliere la persona che, quotidianamente, si prenderà cura del vostro famigliare, anziano o malato. È quindi fondamentale verificarne competenze e professionalità, per poter garantire cure ed attenzioni corrette all’assistito.