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Le dimissioni della badante: procedura e normativa vigente

Agosto 3, 2023

Le dimissioni della propria badante sono un evento significativo che ci si ritrova spesso a dover affrontare.
In un contesto in cui l’assistenza domiciliare svolge un ruolo cruciale nella cura degli anziani e delle persone con disabilità, rispettare la legge è di fondamentale importanza per garantire il benessere e la sicurezza di entrambe le parti coinvolte.

Rispettare la legge e ciò che essa implica, infatti, assicura la tutela dei diritti dei lavoratori, prevenendo ed evitando possibili situazioni di sfruttamento o violazione delle condizioni stabilite dai contratti.

Allo stesso tempo, il rispetto della regolamentazione vi garantirà il tempo necessario per sostituire la vostra assistente domiciliare, consentendovi di ricercare una sostituta valida ed in linea con le necessità del vostro famigliare.

L’obiettivo di questo nuovo articolo è quello di accompagnarvi nel processo di dimissioni della badante, fornendovi una guida alla procedura e alla normativa vigente e consigliarvi le corrette azioni da compiere per assicurarvi un percorso privo di complicazioni.

Preavviso dimissioni badante: convivente vs non convivente

Il preavviso di dimissioni per una badante stabilisce il periodo di tempo entro cui l’assistente domestica ha l’obbligo di informare il datore di lavoro circa la sua intenzione di lasciare l’incarico

Si tratta di una fase regolamentata dalla legge, il cui obiettivo primario è quello di prevedere un intervallo di tempo sufficiente affinché il datore di lavoro riesca a trovare un sostituto adeguato per garantire al suo famigliare un’assistenza continuativa. 

È l’art. 59 del CCNL a stabilire le modalità e gli specifici tempi di preavviso, i quali dipendono:

  • dall’anzianità acquisita
  • dalle ore lavorative settimanali

Vediamoli nello specifico.

Per quanto concerne una badante assunta per un arco di tempo inferiore alle 25 ore settimanali, e quindi badante non convivente, sono previsti:

  • 8 giorni di preavviso nel caso di assistenti domestiche che abbiano maturato fino a 2 anni di anzianità
  • 15 giorni di preavviso nel caso in cui, invece, la badante presenti un’anzianità superiore ai 2 anni.

Il discorso cambia per badanti conviventi o che, comunque, lavorano per più di 25 ore a settimana. In questo caso, infatti, vengono richiesti 15 giorni di preavviso per un’assistente domestica con massimo 5 anni di anzianità e, nel caso di anzianità superiori, 30 giorni di preavviso

Scrivere una lettera di dimissioni: la procedura

La lettera di dimissioni può essere consegnata secondo due differenti modalità: a mano o inviata tramite lettera raccomandata.

È bene che tale documento sia sempre professionale, cortese e rispettoso nei confronti del datore di lavoro, anche in caso di difficoltà durante l’impiego. Mantenere un tono positivo, infatti, contribuirà a preservare il rapporto con il datore stesso e a lasciare una buona impressione.

Ma come è opportuno redigere questa tipologia di documento?

Prima di presentarvi un fac simile di lettera di dimissioni ci teniamo a sottolineare quanto la cortesia e la formalità siano due fattori essenziali. È inoltre necessario esporre in modo chiaro la volontà di dimettersi, concedendo un periodo di preavviso che rispetti le normative elencate precedentemente.

Facsimile lettera di dimissioni con preavviso

Qui di seguito un esempio da poter utilizzare come spunto per una lettera di dimissioni con preavviso:

Dipendente

Nome e Cognome

Indirizzo 

Città e Cap

Datore di lavoro

Nome e Cognome

Indirizzo

Città e Cap

Indicare l’oggetto della lettera, in questo caso:

Dimissioni volontarie con preavviso

Spettabile Sig./Sig.ra ___________ la sottoscritta/il sottoscritto _____________ le comunica l’intenzione volontaria di dimettersi dal rapporto lavorativo in corso. 

Secondo quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale, alla scadenza del necessario periodo di preavviso di n. ___ giorni, terminerà il rapporto di lavoro. 

Aggiungere eventuali ringraziamenti. 

Cordiali saluti, 

____________ (firma) 

____________ (luogo e data)

Facsimile lettera di dimissioni senza preavviso

In caso di necessità, vi presentiamo un modello da poter seguire anche in caso di lettere di dimissioni senza preavviso:

Dipendente

Nome e Cognome

Indirizzo 

Città e Cap

Datore di lavoro

Nome e Cognome

Indirizzo

Città e Cap

Indicare l’oggetto della lettera, in questo caso:

Dimissioni volontarie senza preavviso

Spettabile Sig./Sig.ra ___________ la sottoscritta/il sottoscritto _____________ le comunica l’intenzione volontaria di dimettersi dal rapporto lavorativo in corso. 

Trovandomi impossibilitata/o a rispettare i giorni di preavviso, come sancito dal Contratto Collettivo Nazionale, le comunico che il giorno ______ terminerà il rapporto di lavoro. 

Data l’assenza del periodo di preavviso, sono consapevole della necessità di trattenere l’indennità sostitutiva da parte delle spettanze di fine rapporto.

Aggiungere eventuali ringraziamenti. 

Cordiali saluti, 

____________ (firma) 

____________ (luogo e data)

Dimissioni badante senza preavviso: quando e come

Un primo aspetto da chiarire quando si parla di preavviso riguarda l’eventuale mancato pagamento che deriverebbe dall’assenza di esso. 

Nel caso in cui la badante non rispetti quanto stabilito dal CCNL, infatti, il datore di lavoro sarà tenuto a non versare l’importo corrispondente il periodo lavorativo. 

Vi sono tuttavia dei casi in cui è il datore di lavoro stesso a non pretendere una comunicazione anticipata o, eventualmente, a scegliere di retribuire ugualmente la propria collaboratrice domestica.

Una seconda conseguenza riguarda l’impossibilità, in seguito ad un licenziamento volontario, di richiedere poi l’indennità di disoccupazione. 

La Naspi, difatti, spetta esclusivamente a chi si ritrova involontariamente disoccupato.

Badante consegna al datore di lavoro la lettera di dimissioni

Dimissioni per giusta causa: casi ed esempi

Ad ogni modo, affinché una badante possa legittimamente dimettersi senza preavviso, è necessario che la stessa presenti delle valide motivazioni a supporto. In questo caso, quindi, si parla di dimissioni per giusta causa. 

Tale scenario si presenta tendenzialmente in caso di gravi mancanze da parte del datore di lavoro o presenza di comportamenti che non rispettino il CCNL, il contratto lavorativo firmato da entrambe le parti e, in generali, i diritti dei lavoratori. 

Una delle cause più frequenti, ad esempio, è rappresentata dalla mancata retribuzione o dal ritardo di quest’ultima. 

Quando una badante si ritrova costretta a prendere questa difficile decisione, è necessario che fornisca una documentazione dettagliata e adeguata degli eventi che l’hanno portata alla richiesta di dimissioni. 

In questo caso, ad esempio, possono essere incluse testimonianze o prove tangibili delle violazioni subite. Questa tipologia di dimissione, infatti, pone l’accento sulla necessità di garantire un ambiente di lavoro rispettoso e sicuro. 

Va tuttavia ricordato che le dimissioni per giusta causa possono portare, molto spesso, ad implicazioni legali. È quindi sempre consigliabile consultarsi con un avvocato. 

La convalida delle dimissioni della badante: processo e importanza

Il processo di convalida delle dimissioni di una badante è di fondamentale importanza sia per il lavoratore che per il datore di lavoro. 

Quando una badante porta le dimissioni, queste devono essere formalizzate per iscritto e consegnate direttamente al datore di lavoro. Quest’ultimo, poi, ha l’obbligo di accettarle e di confermarne la ricezione. 

È proprio questo step ad essere particolarmente importante, in quanto garantisce la validità delle dimissioni stesse e sancisce l’ufficiale termine del rapporto di lavoro. 

La convalida delle dimissioni, sostanzialmente, consente ad entrambe le parti coinvolte nel rapporto lavorativo di terminare quest’ultimo correttamente, lasciando quindi la possibilità di procedere nella ricerca di un nuovo impiego, nel caso della badante, e di una figura sostitutiva, nel caso del datore di lavoro. 

La documentazione scritta, lo ricordiamo, è inoltre un importante aiuto in caso di controversie legali.

Comunicazione INPS: cosa devi sapere

Una volta consegnata la lettera di dimissioni, opportunamente firmata dal datore di lavoro alla sua ricezione, sarà necessario per il datore stesso comunicare le dimissioni della propria collaboratrice domestica all’INPS. 

Si tratta di un procedimento estremamente semplice che rende ufficiale il termine dal rapporto lavorativo, consentendo ad entrambe le parti di procedere senza intoppi. 

Nello specifico, il datore di lavoro dovrà compilare l’apposito modulo di cessazione del rapporto lavorativo, reperibile sul portale online dell’INPS

Affinché la procedura sia valida è necessario che ciò avvenga entro 5 giorni dall’evento

Conclusioni

Nel corso di questo articolo abbiamo affrontato la tematica delle dimissioni delle collaboratrici domestiche, con l’obiettivo di fornirvi una guida completa e adeguata sulla gestione di questa fase delicata. 

Affinché il tutto proceda senza complicazioni e risvolti spiacevoli vi ricordiamo l’importanza di rispettare la normativa vigente. 

Rivolgervi ad un’agenzia specializzata, come Agenzia Sphera, vi permetterà di essere seguiti e consigliati durante tutto il processo, aiutandovi a gestire le dimissioni della vostra badante in modo corretto e al contempo a trovare la figura sostitutiva più adatta al vostro famigliare.