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Lavoro straordinario badanti e colf

Luglio 12, 2023

Il lavoro domestico è regolamentato dal Contratto collettivo nazionale del lavoro, meglio conosciuto come CCNL. Secondo quest’ultimo, ad ogni tipologia di badante – par time, full time, notturna o convivente – corrisponde un massimo di ore lavorative.

Secondo l’art. 15 comma 1 del CCNL, però, ciascun datore di lavoro ha il diritto e la possibilità di richiedere ore aggiuntive, considerate quindi straordinarie, senza pregiudicare il diritto al riposo giornaliero.

È fondamentale per ogni famiglia gestire correttamente le ore straordinarie della propria collaboratrice domestica. In caso contrario, infatti, oltre a procedere senza rispettare la legge si rischierebbe di incombere in una vertenza sindacale.

L’obiettivo di questo articolo è quello di fornirvi una panoramica completa sulla corretta gestione
degli straordinari, aiutandovi a non commettere errori e a muovervi in piena regola.

Cosa prevede la legge per gli straordinari colf e badanti

L’obiettivo del CCNL è quello di regolamentare il lavoro domestico, affinché esso sia svolto nel
pieno rispetto della lavoratrice e, allo stesso tempo, dell’assistito, rispondendo alle sue esigenze in
piena sicurezza.
Per svolgere le mansioni necessarie e prendersi cura di un individuo anziano, infatti, è necessario
che la badante abbia la corretta formazione alle spalle, una buona dose di empatia e, inoltre, è
fondamentale che le siano riconosciute specifiche ore di riposo per recuperare le energie.
Secondo il CCNL, e nello specifico secondo l’art. 14, la tipologia di contratto determina quindi il
numero massimo di ore che una collaboratrice domestica potrà svolgere.
In sintesi, per le badanti conviventi è previsto un massimo di 10 ore lavorative al giorno,
obbligatoriamente non consecutive, per un massimo di 54 ore settimanali.
Accade diversamente, invece, per la badanti non conviventi. Queste ultime possono infatti lavorare
fino a 8 ore giornaliere.

Come si calcolano le ore straordinarie per colf e badanti

Le ore straordinarie e la loro retribuzione sono invece regolamentate dell’art. 16 del CCNL, all’interno del quale viene indicata la metodologia di calcolo da seguire per le badanti conviventi.


Vediamola qui di seguito:

  • tra le 06:00 e le 22:00 la retribuzione viene maggiorata del 25%;
  • tra le 22:00 e le 06:00 la retribuzione viene maggiorata del 50%;
  • nei giorni festivi, o di domenica, la retribuzione viene maggiorata del 60%.

Il collaboratore domestico non convivente percepirà una maggiorazione del 10%, durante un orario lavorativo straordinario compreso tra le 06:00 e le 22:00. Al di fuori di esso, invece, la maggiorazione da applicare è la medesima indicata precedentemente per le badanti conviventi.

Per quanto concerne le festività, prontamente elencate nel CCNL stesso, queste ultime sono da considerarsi giornate di lavoro straordinarie da retribuire con una maggiorazione del 60%. Nello specifico, le festività da prendere in considerazione sono le seguenti: 1/6 gennaio, lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8 dicembre, 25/26 dicembre, S. Patrono.


Qui di seguito vi presentiamo un esempio da seguire per il calcolo degli straordinari. Il procedimento, una volta compreso, è semplice e veloce.
È necessario prendere in considerazione la paga oraria e moltiplicarla per le ore di straordinario.
Successivamente, al risultato ottenuto, si aggiunge la maggiorazione prevista per quello specifico caso.
Ad esempio:

6 euro (paga oraria) x 4 (ore straordinarie svolte) = 24

24 (risultato ottenuto) + 10 %

Le ore di lavoro straordinario delle badanti

Come anticipato precedentemente, le ore di straordinario sono strettamente legate alla tipologia di contratto della vostra badante e dipendono da quest’ultima.
Per gestire correttamente le ore di straordinario vi ricordiamo che, come stabilito e indicato nel CCNL, esse vanno necessariamente richieste con almeno un giorno di preavviso.
Il massimo di ore straordinarie possibili, ad ogni modo, varia a seconda che si tratti di una badante convivente o non.
Nel primo caso, infatti, l’assistente domestica potrà svolgere fino a 11 ore giornaliere di lavoro, all’interno delle quali devono essere comprese quelle da contratto e quelle straordinarie.
La badante non convivente, al contrario, può svolgere un massimo di 8 ore straordinarie a settimana.

Le conseguenze del lavoro straordinario sulle colf e badanti

Come anticipato precedentemente, l’obiettivo del CCNL è quello di regolamentare il lavoro domestico, assicurandosi il pieno rispetto delle parti coinvolte: assistente domestico, assistito e datore di lavoro.

Una regolamentazione sulla quale basarsi, infatti, rende estremamente più semplice la gestione di un rapporto lavorativo complesso, all’interno del quale rientrano numerosi aspetti dei quali tenere conto.
Il fine ultimo più importante, però, rimane quello di assicurare un’assistenza professionale ed attenta all’anziano.

Fino ad ora ci siamo focalizzati sul calcolo delle ore straordinarie e sulla corretta gestione di queste ultime. A questo punto, tuttavia, è importante sottolineare le conseguenze fisiche e psicologiche che le ore aggiuntive di lavoro possono avere sul lavoratore.

Come qualsiasi altro mestiere, infatti, l’assistenza domestica richiede professionalità, empatia, pazienza e attenzione. Questi aspetti sono importanti per assicurare al paziente una compagnia sicura e piacevole, che possa migliorare la qualità delle sue giornate.
Eccessive ore consecutive di lavoro, di conseguenza, rischiano di incidere sulla prontezza del lavoratore e sul suo livello di stanchezza, sia fisico che mentale. È in questo secondo caso, quindi, che la badante rischierebbe di non potersi prendere cura del vostro famigliare in modo corretto.

Allo stesso tempo, inoltre, è diritto del lavoratore stesso avere delle ore di riposo a disposizione, che gli consentano di concentrarsi sulla sua vita personale e di recuperare le forze e le energie.
Per una corretta gestione delle ore straordinarie vi consigliamo di rivolgervi ad un’Agenzia specializzata come Agenzia Sphera, capace di accompagnarvi nel processo, aiutandovi a svolgerlo correttamente e senza intoppi.
Nel caso in cui vogliate procedere autonomamente, invece, vi ricordiamo di inserire le ore di straordinario mensili svolte nel corpo del cedolino della pusta paga o, più semplicemente, nella sezione centrale, inserendo la relativa retribuzione maggiorata.

Conclusioni

Nel corso di questo articolo ci siamo soffermati sulla procedura da seguire per calcolare correttamente le ore straordinarie svolte dalla vostra collaboratrice domestica, con l’obiettivo di aiutarvi a procedere nel pieno rispetto della normativa nazionale.
Una corretta gestione del rapporto lavorativo, infatti, vi consentirà di sviluppare un legame positivo tra le parti, determinato dal rispetto reciproco, che renderà ancora più piacevole il lavoro e aiuterà la badante a migliorare la quotidianità del vostro famigliare.