Skip to main content

Sindrome da allettamento: che cos’è e come prevenirla?

Maggio 12, 2023

La sindrome da allettamento, oggi conosciuta anche come sindrome da immobilizzazione o sindrome ipocinetica, porta principalmente ad una totale incapacità di muoversi. Può essere anche parziale e, in questo caso, tende a peggiorare progressivamente.

È importante precisare che tale sindrome, però, non è da considerarsi una malattia, quanto piuttosto la conseguenza di altre diverse patologie fisiche o neurologiche.
Nello specifico, si tratta di una condizione particolarmente diffusa soprattutto tra gli anziani o, in generale, le persone la cui quotidianità è limitata al letto.

In questo articolo vi illustreremo i diversi sintomi che possono essere causati dalla sindrome da allettamento, come prevenirla e come migliorare la qualità della vita di chi ne è affetto.

Quali sono i fattori di rischio?

La sindrome da allettamento, come anticipato, è diffusa principalmente tra tutti quegli individui, anziani o non, che trascorrono la maggior parte del loro tempo distesi a letto. La totale o parziale assenza di movimento, difatti, porta ad un progressivo peggioramento delle condizioni del paziente dal punto di vista fisico, cognitivo e psicologico.


L’immobilità, più dettagliatamente, può molto spesso causare:

  • problemi di circolazione sanguigna
  • perdita del tono muscolare
  • perdita di massa ossea

In tal modo la persona diventa via via più fragile sia fisicamente che psicologicamente.

Ricordiamo, infatti, quanto la depressione sia uno scenario particolarmente diffuso per i pazienti costretti a letto. Non potersi più considerare autonomi e dover quasi sempre dipendere da una seconda persona per numerose attività quotidiane, può generare malumore e sconforto.

Ma quali sono, quindi, le diverse condizioni che possono favorire lo sviluppo della sindrome da allettamento?

Tra le prime cause vanno certamente indicate le malattie ossee e le cardiopatie, che incidono sullo stato della struttura ossea e, nel secondo caso, sul muscolo cardiaco ed arterie.

In secondo luogo, questa tipologia di sindrome può essere sviluppata da pazienti con malattie neurologiche – come ad esempio Parkinson e Alzheimer – respiratorie e tumori in fase avanzata.

Non vanno certamente esclusi interventi chirurgici che richiedono un’immobilità post operatoria particolarmente prolungata e forme febbrili che costringono il paziente a letto.

Alle cause fisiche, infine, vanno aggiunte quelle di natura sociale e psicologica come, ad esempio, la vecchiaia, la depressione o, più semplicemente, un ambiente casalingo poco sicuro che, di conseguenza, porta l’anziano a limitare i suoi movimenti.

Effetti della sindrome da allettamento sul corpo e sulla mente

Le principali conseguenze derivanti dall’immobilità sono le seguenti:

  • progressiva perdita della forza muscolare, soprattutto in riferimento agli arti inferiori. Da qui, quindi, un rischio sempre maggiore di cadute, a causa di una stabilità precaria del paziente;
  • indebolimento osseo, dovuto ad una riduzione della massa ossea stessa. In caso di cadute o urti, quindi, è molto più probabile che si verifichino fratture;
  • perdita di appetito e rifiuto del cibo. L’inappetenza negli anziani porta con sé un inevitabile indebolimento psico-fisico del paziente;
  • indebolimento dell’apparato urinario con conseguente rischio di incontinenza;
  • addensamento del sangue con rischio di rallentamento della circolazione e trombosi venosa.


È a questo punto che diventa doveroso soffermarsi anche su quelli che sono gli effetti psicologici e sociali presenti in gran parte degli individui affetti dalla sindrome da immobilizzazione.
Come anticipato, una persona non più autonoma, e quindi bisognosa di cure e attenzioni di terze persone, può essere vittima di malumore e sconforto.
A lungo andare, nei casi peggiori, questa condizione sfocia in una vera e propria forma di depressione negli anziani che, gradualmente, ridurrà gli stimoli quotidiani dell’individuo e l’energia di rispondere a questi ultimi.


Alla luce di ciò, vi ricordiamo quanto sia fondamentale prendersi cura di un individuo anziano o malato, prestandogli cure, attenzioni e cercando di migliorare il più possibile la sua quotidianità, stimolandolo e incoraggiandolo nelle attività di ogni giorno.

Come prevenire la sindrome ipocinetica

Nel caso di anziani costretti a letto è fondamentale trattare le specifiche condizioni fisiche in modo adeguato, cercando il più possibile di mantenere l’autonomia motoria o, in casi peggiori, di recuperarla, anche se solo parzialmente.
Il movimento, infatti, è una componente fondamentale della qualità della vita di ciascun individuo, indipendentemente dall’età. Che sia praticato spesso o saltuariamente, esso mantiene sane le strutture muscolari ed ossee, liberando inoltre la mente e garantendo un benessere psicologico notevole.


Nel caso di anziani o famigliari malati costretti a letto, le figure incisive nella loro cura ed assistenza sono molteplici. In aggiunta al medico curante, infatti, possono rivelarsi risolutive anche terze parti, quali ad esempio colf e badanti.

seduta di fisioterapia per anziani

Alcune semplici strategie per prevenire o migliorare l’andamento della sindrome da allettamento riguardano lo svolgimento di tutte quelle piccole attività quotidiane che, se svolte con l’aiuto di un professionista, possono migliorare la salute del paziente. La cura della casa, gli spostamenti della persona stessa o il sollevamento di oggetti particolarmente pesanti, infatti, possono rappresentare
un rischio per la salute fisica.


Sottolineiamo inoltre che l’anziano, sia a letto che durante gli spostamenti quotidiani, deve assumere il più possibile una postura corretta. Eventuali posizioni sbagliate – da cambiare spesso durante il corso della giornata – infatti, potrebbero incidere negativamente sulla sua salute fisica.
In riferimento a ciò è consigliata la fisioterapia, per garantire un costante esercizio motorio, e l’utilizzo di dispositivi di sollevamento, con l’obiettivo di ridurre quanto più è possibile gli sforzi eccessivi, che potrebbero essere causa di ricadute o peggioramenti.


Un ulteriore aspetto riguarda la salute della pelle. La permanenza a letto rischia infatti di generare piaghe e irritazioni, che vanno prevenute con materassi e lenzuola idonee, sempre fresche e pulite, e con una corretta e costante igiene ed idratazione personale.

Importanza della prevenzione

Si sa, prevenire è meglio che curare!

Per quanto sia spesso difficile evitare le spiacevoli conseguenze generate da malattie, vecchiaia o peggioramenti fisici inevitabili, la prevenzione rimane ancora oggi una preziosissima arma.
La prevenzione, infatti, vi permetterà non solo di ridurre il rischio di sviluppo della sindrome da allettamento, ma anche di non farvi trovare impreparati nel caso in cui questa si dovesse presentare ugualmente.

Uno stile di vita sano, equilibrato e stimolante aiuterà qualsiasi anziano ad allenare la struttura ossea e muscolare, anche se in minima parte, generando inoltre un impatto positivo sulla sua salute psicologica.


La cura di un individuo anziano o malato, per essere svolta correttamente, richiede però tempo e competenze: due requisiti che non sempre riescono ad essere soddisfatti dai soli famigliari. Valutate quindi la possibilità di affidarvi ad una struttura specializzata, come l’Agenzia Sphera, per essere seguiti e supportati nella ricerca di un’eventuale assistente domiciliare certificato e formato!

Conclusioni

Come abbiamo visto nel corso dell’articolo, la sindrome da allettamento porta ad un’immobilità totale o parziale, con conseguente indebolimento fisico, ed è particolarmente diffusa tra gli anziani o gli individui malati costretti a letto.


È quindi fondamentale prevenire tale sindrome e, nel caso in cui compaia, prendersi cura dei propri famigliari e assicurare loro una quotidianità piacevole e confortevole, valutando la possibilità di affidarsi a terze figure – come colf o badanti – competenti, formate e capaci di accompagnarvi nell’assistenza del paziente.

CONTATTACI