Tutti i tipi di badante: quali sono e come si differenziano
Quando una famiglia inizia a cercare assistenza per una persona anziana o non autosufficiente, può trovarsi davanti a molte definizioni: badante convivente, non convivente, a ore, part-time, notturna, per il weekend, sostitutiva.
In realtà, non esiste un’unica classificazione dei tipi di badante e, soprattutto, queste categorie non sono sempre alternative tra loro. La stessa lavoratrice può essere, ad esempio, non convivente, part-time e diurna oppure può lavorare nel weekend come sostituta della badante titolare.
In questo articolo guida facciamo chiarezza su tutte le tipologie di assistenza domiciliare tra cui scegliere per individuare la formula di assistenza più adatta alle esigenze della famiglia e organizzare correttamente il rapporto di lavoro.
Indice dei contenuti
ToggleQuante tipologie di badante esistono e quali sono?
Non esiste un numero preciso di tipologie di badante, perché una stessa modalità di assistenza può essere definita secondo criteri differenti.
Le principali distinzioni riguardano:
- la convivenza o non convivenza con la persona assistita;
- il numero e la distribuzione delle ore di lavoro;
- l’assistenza diurna o notturna;
- la durata continuativa o temporanea dell’incarico;
- il grado di autonomia della persona assistita;
- il luogo o il contesto in cui viene prestata l’assistenza.
Possiamo quindi parlare, tra le formule più comuni, di:
- badante convivente;
- badante non convivente;
- badante part-time o a ore;
- badante diurna;
- badante notturna;
- badante per il weekend;
- badante sostitutiva;
- badante temporanea;
- badante ospedaliera;
- badante per persone autosufficienti;
- badante per persone non autosufficienti;
- badante formata per persone non autosufficienti.
È importante capire che queste espressioni non indicano tutte la stessa caratteristica. “Convivente”, per esempio, descrive la sistemazione abitativa; “notturna” indica la fascia della giornata nella quale viene prestata l’assistenza; “sostitutiva” descrive invece la funzione temporanea dell’incarico.
Alcune definizioni appartengono invece soprattutto al linguaggio comune e non coincidono perfettamente con le categorie previste dal contratto: è il caso, ad esempio, di “part-time” e “badante a ore”, che approfondiremo più avanti.
Per evitare equivoci tra esigenze assistenziali e corretto inquadramento del rapporto, il supporto di un’agenzia specializzata può aiutare la famiglia a individuare fin dall’inizio la formula più adatta e a gestirla correttamente.
Come distinguere il tipo di badante in base alla convivenza e all’orario
Una delle prime distinzioni da fare riguarda il luogo in cui vive la lavoratrice e il numero di ore durante le quali è previsto il suo servizio.
Da questo punto di vista, le formule più frequenti sono la badante convivente, la badante non convivente e la badante part-time o a ore.
Badante convivente
La badante convivente è una lavoratrice che vive nell’abitazione della persona assistita, con vitto e alloggio a carico del datore di lavoro. Ciò significa che è la famiglia a dover sostenere la spesa necessaria, definendo quantità e alimenti attraverso il dialogo con la lavoratrice.
Questa soluzione consente generalmente di organizzare una presenza più continuativa nel corso della giornata e può essere indicata quando la persona ha bisogno di assistenza in diversi momenti quotidiani.
La convivenza, tuttavia, non significa disponibilità ininterrotta 24 ore su 24. Anche la badante convivente svolge il proprio lavoro secondo gli orari concordati e ha diritto ai riposi diurni, notturni e settimanali previsti dal rapporto di lavoro.
In caso di dubbi sull’organizzazione della convivenza, anche per aspetti pratici come vitto, orari e riposi, Agenzia Sphera supporta famiglia e lavoratrice nel trovare una gestione equilibrata.
Badante non convivente
La badante non convivente presta servizio presso l’abitazione della persona assistita, ma non vive stabilmente con lei: terminato l’orario concordato, torna nella propria abitazione.
È una soluzione che può essere adatta quando la persona necessita di supporto durante alcune fasce della giornata, mentre nelle altre ore è autonoma oppure può contare sulla presenza di familiari o di altre figure.
“Non convivente” e “a ore”, però, non sono sinonimi perfetti.
Una badante a ore è normalmente una lavoratrice non convivente, mentre una badante non convivente può avere anche un orario quotidiano relativamente ampio e stabile. Per conoscere meglio questa formula puoi approfondire mansioni, diritti e doveri della badante non convivente.
Badante part-time o a ore
Nel linguaggio comune, le espressioni “badante part-time” e “badante a ore” vengono spesso utilizzate per indicare una lavoratrice presente solo in alcuni momenti della giornata o della settimana. Dal punto di vista contrattuale, però, non sono sinonimi.
Il part-time, nel CCNL del lavoro domestico, ha un significato specifico e identifica una particolare forma di rapporto convivente con orario ridotto, prevista entro determinati limiti e condizioni.
Anche l’espressione “badante a ore” appartiene soprattutto al linguaggio comune e non identifica una categoria contrattuale autonoma. Nella pratica, si tratta generalmente di una badante non convivente, il cui orario può essere organizzato in modo molto flessibile: da 1 fino a 40 ore settimanali, distribuite anche su un solo giorno o fino a sei giorni alla settimana, con turni continuativi oppure spezzati.
Questa flessibilità permette di adattare l’assistenza alle esigenze della persona e della famiglia. Nell’esperienza di Agenzia Sphera, le richieste si concentrano più comunemente nelle ore del mattino, indicativamente tra le 8:00 e le 13:00, ma sono frequenti anche soluzioni solo pomeridiane oppure con presenza suddivisa tra mattina e pomeriggio.
Per questo, più che partire dall’etichetta “part-time” o “a ore”, è utile definire quante ore di assistenza servono, in quali giorni e in quali fasce orarie: da questi elementi si può poi costruire una soluzione organizzativa e contrattuale coerente.
Tipi di assistenza a seconda della fascia della giornata: diurna o notturna
Un secondo criterio per distinguere i diversi tipi di badante riguarda il momento della giornata nel quale viene prestato il servizio.
La badante diurna lavora durante il giorno. Il suo orario può essere completo oppure ridotto e può concentrarsi, ad esempio, nelle ore del mattino, del pomeriggio o nei momenti nei quali la persona assistita ha maggiormente bisogno di aiuto.
La badante notturna, invece, garantisce presenza o assistenza nelle ore della notte.
Può diventare necessaria quando una persona anziana o fragile:
- non può rimanere sola durante la notte;
- presenta difficoltà negli spostamenti;
- deve essere aiutata ad alzarsi o andare in bagno;
- soffre di disorientamento o disturbi che rendono necessaria una maggiore sorveglianza;
- ha bisogno di assistenza in modo ricorrente durante le ore notturne.
È però importante precisare che “badante notturna” è un’espressione generica: dal punto di vista dell’organizzazione del rapporto di lavoro bisogna distinguere le situazioni nelle quali è richiesta principalmente una presenza durante la notte da quelle nelle quali la lavoratrice deve svolgere una vera e propria attività di assistenza.
Abbiamo approfondito queste differenze nella guida dedicata alla badante per l’assistenza notturna agli anziani.
Badante per il weekend, sostitutiva o per esigenze temporanee
Non tutte le esigenze di assistenza sono continuative. Una famiglia può avere bisogno di supporto soltanto nel fine settimana, durante l’assenza della badante abituale oppure per un periodo circoscritto, ad esempio in seguito a un ricovero, un intervento chirurgico, una caduta o una frattura, mentre la persona recupera progressivamente la propria autonomia.
In questi casi è utile distinguere tra esigenza temporanea di assistenza e durata del contratto di lavoro. Il fatto che il bisogno sia limitato nel tempo, infatti, non significa necessariamente che la soluzione più adatta sia un contratto a tempo determinato: la durata effettiva di una convalescenza non è sempre prevedibile con precisione e la formula contrattuale va valutata in base alla situazione concreta, poiché in alcuni casi è proprio il contratto indeterminato ad essere preferibile e garantire una maggiore flessibilità.
A seconda delle necessità, l’assistenza può quindi essere organizzata per il solo weekend, come sostituzione temporanea della lavoratrice titolare oppure per accompagnare la persona durante un periodo di recupero.
Badante per il weekend
La badante per il weekend presta assistenza il sabato, la domenica o durante l’intero fine settimana.
Anche in questo caso non esiste una sola formula organizzativa. La lavoratrice può essere:
- a ore;
- non convivente;
- convivente limitatamente al weekend;
- impiegata regolarmente ogni settimana;
- incaricata di sostituire la badante titolare durante il suo riposo.
Questa soluzione può essere particolarmente utile quando i familiari non riescono a garantire assistenza nel fine settimana oppure quando occorre assicurare continuità assistenziale mentre la lavoratrice principale usufruisce del proprio riposo.
Per approfondire puoi leggere la guida dedicata alla badante per il weekend.
Badante sostitutiva
La badante sostitutiva è una lavoratrice che prende temporaneamente il posto della badante titolare quando quest’ultima non può prestare servizio.
Una sostituzione può rendersi necessaria, per esempio, in caso di:
- ferie;
- malattia;
- maternità;
- permessi;
- riposo settimanale;
- altre assenze o imprevisti.
Scopri come organizzare la sostituzione della badante durante ferie, riposi e altre assenze.
Badante ospedaliera
L’assistenza può essere necessaria anche fuori dall’abitazione dell’anziano. È il caso della cosiddetta badante ospedaliera, che affianca la persona durante un ricovero o una permanenza in una struttura sanitaria.
A seconda delle esigenze e delle regole della struttura, può offrire supporto attraverso:
- compagnia;
- sorveglianza;
- aiuto nei bisogni quotidiani consentiti;
- presenza nelle fasce orarie nelle quali i familiari non possono rimanere;
- comunicazione con la famiglia.
La badante ospedaliera non sostituisce medici, infermieri o altri professionisti sanitari e la sua presenza non le attribuisce automaticamente la possibilità di svolgere attività sanitarie per le quali sono necessarie specifiche qualifiche.
Agenzia Sphera offre anche un servizio di ricerca di una badante per assistenza domiciliare o ospedaliera.
Tipi di badante in base alle condizioni della persona assistita
Un’altra distinzione fondamentale riguarda il grado di autonomia della persona da assistere e le competenze richieste alla lavoratrice.
Da questo punto di vista possiamo distinguere principalmente:
- badante per persona autosufficiente;
- badante per persona non autosufficiente;
- badante formata per persona non autosufficiente.
Una persona autosufficiente può essere ancora in grado di svolgere autonomamente gran parte delle attività quotidiane, ma avere bisogno di compagnia, supervisione o supporto in alcuni momenti.
Quando invece l’assistito non è autosufficiente, l’aiuto richiesto può essere maggiore e riguardare attività come igiene personale, vestizione, mobilità e altre necessità della vita quotidiana.
Esistono inoltre lavoratrici in possesso di una formazione specifica per l’assistenza a persone non autosufficienti. Il CCNL del lavoro domestico distingue infatti gli inquadramenti anche in relazione alle mansioni svolte e all’eventuale formazione professionale della lavoratrice.
Per approfondire le differenze puoi consultare la nostra guida sulle mansioni della badante e i diversi livelli di inquadramento.
Il supporto di Agenzia Sphera per trovare la formula di assistenza adeguata
Agenzia Sphera affianca le famiglie nella definizione della soluzione più adatta, occupandosi della ricerca e selezione di badanti e supportando la gestione del rapporto di lavoro.
In particolare, possiamo aiutarti:
- a definire l’orario di assistenza più adatto;
- nella scelta della badante giusta;
- nell’organizzazione dell’assistenza diurna, notturna o nel weekend;
- nella ricerca di una badante sostitutiva;
- nella gestione contrattuale e amministrativa;
- nella ricerca di una figura per l’assistenza durante un ricovero;
- a comprendere quanto costa una badante in base alla formula e all’inquadramento necessari.
La soluzione migliore non dipende dal nome attribuito alla tipologia di badante, ma dalle reali necessità della persona assistita e della sua famiglia.
Hai bisogno di una badante e non sai quale formula scegliere?
Contatta Agenzia Sphera: analizzeremo insieme le esigenze assistenziali e organizzative della tua famiglia per individuare una soluzione adeguata e trovare una lavoratrice compatibile con le necessità della persona da assistere.