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Badante non in regola: quali rischi e come sanare? 

Aprile 5, 2023

Il lavoro domestico è un settore caratterizzato da un’altissima percentuale di irregolarità. Nello specifico, secondo l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), esso ricopre il 48% del lavoro a nero italiano

La forte condizione di irregolarità comporta una perdita di quasi 3 miliardi di euro annui per lo Stato italiano che, di conseguenza, ritiene sia strettamente necessario supportare le famiglie attraverso incentivi e riduzione dei contributi. 

Risolvere tale problematica, tuttavia, non è facile. Gli strumenti e le normative, oggi non sufficienti, si ritrovano a dover fronteggiare un’irregolarità che assume forme diverse, come il mancato versamento dei contributi, la falsa dichiarazione delle ore lavorative e, ovviamente, il lavoro a nero vero e proprio. 

Nel corso di questo articolo vi aiuteremo a comprendere l’importanza della regolarizzazione domestica, attraverso quali modalità raggiungerla e tutte le possibili conseguenze che derivano dall’assunzione di una badante non in regola. 

 

Lavoro domestico in regola: che cosa significa?

Il lavoro domestico è regolamentato, nello specifico, da tre differenti fonti normative:

  • Legge 2 aprile 1958, n.339: “Per la tutela del rapporto di lavoro domestico”; 
  • Legge 28 gennaio 2009, n. 2: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale”;
  • Contratto Collettivo Nazionale per il Lavoro Domestico. 

A partire dal 2009, per regolarizzare una collaboratrice domestica è necessario che vengano comunicate all’Inps:

  • l’assunzione del lavoratore domestico,
  • la cessazione del rapporto di lavoro,
  • la trasformazione dello stesso
  • la proroga del rapporto lavorativo domestico.

Nel corso di questo articolo vi spiegheremo come destreggiarvi tra la modulistica richiesta. 

Badanti senza contratto 

Assumere una badante non in regola, e quindi a nero, comporta innumerevoli conseguenze.

Un primo aspetto da tenere in considerazione riguarda la salute e la sicurezza dell’assistito. La regolamentazione, infatti, garantisce l’assunzione di una badante certificata, formata e capace nel lavoro. 

Quest’ultimo aspetto non deve essere sottovalutato. Ricordatevi infatti che prendersi cura di persone anziane, o comunque malate, richiede professionalità ed empatia: due fattori fondamentali per assicurare le cure ed attenzioni necessarie. 

In secondo luogo è necessario soffermarsi sulla sicurezza domestica. Lavorare a contatto con pazienti malati, in ambito casalingo, può infatti portare ad infortuni, trasmissione di malattie ed incidenti di diverso genere. 

Prevenire qualsiasi tipologia di incidente domestico non è certamente possibile. Ciò nonostante, come dimostrato dall’indagine CENSIS, non è ad oggi stata formulata una strategia complessiva di prevenzione. Inoltre, molto spesso, manca il dialogo informativo tra datore di lavoro e badante, necessario per comprendere al meglio l’ambiente casalingo in cui il collaboratore domestico si troverà a lavorare e tutte le precauzioni necessarie per relazionarsi e prendersi cura correttamente dell’assistito. 

Tale mancanza, va sottolineato, è responsabilità del datore di lavoro. Infatti, secondo l’articolo 27 comma 2 del CCNL, si prevede che sia proprio quest’ultimo a dover informare il lavoratore “circa eventuali rischi esistenti nell’ambiente di lavoro relativi anche all’uso delle attrezzature e all’esposizione a particolari agenti chimici, fisici e biologici”. 

Una terza conseguenza riguarda l’interdizione della professione che, per legge, può durare da un minimo di un mese fino ad un massimo di cinque anni. Con tale espressione, specifichiamo, ci si riferisce all’impossibilità per un lavoratore di esercitare una specifica professione – in questo caso assistenza familiare – per cui è solitamente richiesto un permesso o un’abilitazione dell’Autorità

Come regolarizzare una badante

Oggi, come anticipato precedentemente, per assicurarsi l’assunzione regolarizzata di una badante è necessario passare attraverso l’Inps, a cui dovranno essere forniti tutti i dati del rapporto lavorativo che si intende avviare. 

In primo luogo, ripetiamo, vanno specificate l’assunzione, la cessazione, la trasformazione e la proroga di tale rapporto. Successivamente, tramite apposita documentazione, vanno comunicate le seguenti informazioni:

  • data certa di trasmissione; 
  • dati anagrafici del lavoratore; 
  • data di assunzione e di cessazione prevista;
  • tipologia contrattuale;
  • trattamento economico e normativo che si intende applicare. 

Per quanto concerne la stipula del contratto di lavoro, vi indichiamo di seguito le informazioni da inserire necessariamente, così da potervi assicurare una procedura e documentazione corretta, senza il rischio di eventuali intoppi.

Nello specifico, il contratto di lavoro che presenterete all’Inps, dovrà indicare

  • dati anagrafici, documento di identità e codice fiscale del datore di lavoro; 
  • dati anagrafici, documento di identità e codice fiscale del lavoratore domestico;
  • data di inizio del rapporto lavorativo;
  • livello di inquadramento; 
  • mansioni e luogo lavorativo;
  • retribuzione (oraria, giornaliera o mensile), a seconda della tipologia di badante assunta (convivente o non, part time, full time o notturna);
  • orari di lavoro stabiliti; 
  • riposi, ferie e permessi; 
  • durata del contratto; 
  • firma di entrambe le parti. 

Successivamente, sarà necessario accedere al sito Inps tramite SPID e seguire la procedura.

Come evitare di assumere una badante in nero 

Per tutelarsi il più possibile dall’assunzione di una badante non in regola vi suggeriamo di seguire tutti i consigli e passaggi esposti precedentemente. Cominciate, per sicurezza, dal richiedere documenti di identità ed eventuali permessi di soggiorno, assicurandovi che siano validi e non scaduti. 

La ricerca di una badante adatta e formata può però presentare diverse difficoltà. Sono infatti tantissimi gli aspetti da tenere in considerazione per potersi assicurare una collaboratrice domestica affidabile. 

Ecco che, quindi, l’Agenzia Sphera – specializzata nella ricerca di assistenti ad ore, badanti, colf e baby sitter – potrebbe fare al caso vostro, facilitandovi il processo di ricerca e l’eventuale assunzione! 

Passare attraverso un’agenzia, infatti, vi garantirà badanti certificate, provviste di documentazioni valide, referenze e formazioni. 

Le conseguenze per il datore di lavoro 

Le conseguenze possibili per un datore di lavoro che decide di assumere una badante o colf non in regola sono principalmente di carattere amministrativo.

In particolare vi ricordiamo che: 

  • una badante assunta irregolarmente per un periodo lavorativo non superiore ai 30 giorni, comporta una sanzione minima di 1.800 euro, fino ad un massimo di 10.800 euro; 
  • una badante assunta irregolarmente per un periodo lavorativo non superiore ai 60 giorni, comporta una sanzione minima di 3.600 euro, fino ad un massimo di 21.600 euro; 
  • una badante assunta irregolarmente per oltre 60 giorni comporta una sanzione che oscilla tra i 7.200 e i 43.200 euro. 

Va inoltre ricordato che nel caso di badanti straniere assunte irregolarmente e non munite di permesso di soggiorno, entra in gioco la commissione di reato con conseguente incriminazione penale. 

Conclusioni

Nel corso dell’articolo abbiamo esplorato il mondo delle collaboratrici domestiche non regolarizzate e di tutte quelle conseguenze – più o meno gravi – che potrebbero sopraggiungere nel momento in cui si decide di assumere una badante a nero. 

Trattandosi di un ambito lavorativo vasto e ricco di complicanze, vi consigliamo ancora una volta di affidarvi ad un’agenzia, che possa accompagnarvi nel processo di selezione ed assunzione della vostra badante, evitando intoppi ed assicurandovi una figura professionale, formata ed in regola.

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